36 MILIARDI DA INVESTIRE IN SANITÀ E RICERCA SCIENTIFICA NON LI AVREMO MAI PIÙ. È PER QUESTO CHE IO DICO SÌ AL MES.

Se la nostra sovranità sarà garantita, non vedo perché dovremmo fare a meno di tali e tante risorse.

I fondi del MES cosiddetto 2 o Sanità, verranno infatti, erogati solo a richiesta del singolo paese, senza vincoli e condizioni, tranne l’obbligo di impiegarli per la crisi sanitaria. Quindi niente pagelle, riforme obbligate, ristrutturazione del debito. Certo l’Italia può fare a meno di chiederli, ma prima di farlo dovrebbe pensarci bene , sia perché quei fondi andrebbero ad altri Paesi, quali la Spagna che ha già fatto trapelare il proprio interesse,  sia perché tanto danaro per la nostra malandata sanità non lo  vedremo mai più all’orizzonte chissà per quanti decenni.

Per l’Italia quei 36 miliardi sono indispensabili. Potranno essere impiegati per migliorare la prevenzione, formare medici e infermieri, acquistare ambulanze, ventilatori, mascherine, tamponi, vaccini, riqualificare laboratori e ospedali, creare apposite strutture di quarantena. E investire in ricerca, altro settore vitale ma bisognoso di tante risorse per impedire che i nostri migliori giovani riparino all’estero, per retribuire adeguatamente i nostri ricercatori, fare concorsi, acquisire tecnologie innovative, digitalizzazione e produrre vaccini. Afonte di una recessione che il Fondo Monetario ha in questi giorni stimato a oltre il 9 per cento nel 2020, occorre uno sforzo gigantesco per evitare il tracollo economico. Gli specialisti suggeriscono di avere coraggio, fare le cose in grande e di non lesinare le risorse. L’Italia, infatti, come tutti gli altri paesi, si avvia ad una esplosione del proprio debito pubblico, perché è il canale principale attraverso cui far passare le risorse necessarie ad affrontare la crisi sanitaria e superare il disastro economico. Insomma, senza farmi condizionare dalla politica io dico si al MESe auspico che il Governo italiano con coraggio e senza pregiudizi, non ci rinunci. 

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