IL CONFLITTO TRA REGIONI E STATO, TRA COMUNI E REGIONI E TRA REGIONI E REGIONI ACCRESCE LA CONFUSIONE E L’INCERTEZZA. E NON FA BENE AL PAESE

A due mesi dall’inizio della tragica emergenza che stiamo vivendo, si continua a discutere sull’uso delle mascherine. Una Regione ne fa obbligo, qualche altra solo parzialmente. Altre non si pronunciano. L’Istituto Superiore della Sanità è vago.  La protezione Civile dice no. I virologi, dalle loro postazioni ormai fisse delle reti tv, non fanno capire nulla. Regna la più totale anarchia.

E pensare che da qualche giorno abbiamo festeggiato il 159° anniversario dell’Unità d’Italia. Mai come in questo momento il Paese avrebbe dovuto essere unito, con una conduzione autorevole. Che rassicura e da certezze.  Viviamo invece nella più totale incertezza, in un clima di continua competizione, politica e istituzionale, in un conflitto quotidiano tra Stato e Regioni, tra Regioni e Comuni, tra Regioni e Regioni. Sembra di vivere, paradossalmente, in uno Stato pre-unitario.

Con il Regno Lombardo-Veneto, il Ducato di Parma, il Granducato di Toscana, il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia. Ma è anche nell’Italia dei Comuni, dove ciascun Sindaco si sente libero di emettere le proprie ordinanze, alla pari del Capo della Protezione Civile, costretto a condividere il Commissariato Straordinario con un nuovo Commissario addetto agli acquisti, che per ora non fa altro che scusarsi per il ritardo dell’arrivo delle mascherine che tenta senza successo di reperire sul mercato.

E in questo contesto, come sempre, l’informazione, da irresponsabile, la fa da padrone, interpretando a piacimento ogni espressione, ogni parola, ogni dato strappato agli esperti per poter affermare con enfasi che ormai ci siamo”, che il picco è superato” che “stiamo entrando nella fase 2”.  E la gente esasperata, ancora più irresponsabilmente, esce di casa ad affollare le strade. Che disastro!

Lascia un commento